PREGHIAMO PER IL SANTO PADRE

I “MISTERI DELLA GIOIA” DEL ROSARIO

 

 

 

 

I MISTERO DELLA GIOIA

Contempliamo l’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria vergine

 

 

Dal Vangelo di Luca (1,30 - 33.38)

L'Angelo disse a Maria: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».

 

Dalla Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (n.20)

Se il disegno del Padre è di ricapitolare in Cristo tutte le cose, è l'intero universo che in qualche modo è raggiunto dal divino favore con cui il Padre si china su Maria per renderla Madre del suo Figlio. A sua volta, tutta l'umanità è come racchiusa nel fiat con cui Ella prontamente corrisponde alla volontà di Dio.

 

 

 

II MISTERO DELLA GIOIA

Contempliamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta

 

 

Dal Vangelo di Luca (1,41 – 44)

Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno!».

 

 

Dai discorsi di Giovanni Paolo II (Omelia, 31 dicembre 1996))

«L’anima mia magnifica il Signore!». Questo cantico, sgorgato nel cuore di Maria in occasione della visita a santa Elisabetta, possa diventare oggi espressione della nostra azione di grazie. La Chiesa lo ripete ogni giorno, memore di tutti i benefici di cui si sente ricolmata. «... E il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva». Con Maria così canta la Chiesa, riscoprendo quotidianamente la sua fragilità da una parte e le meraviglie dall'altra che Dio opera in Lei.

 


III MISTERO DELLA GIOIA

Contempliamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme

 

 

Dal Vangelo di Luca (2,4 - 7)

Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazareth e dalla Galilea salì in Giudea per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce suo figlio, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

 

 

 

 

 

 

 

Dai discorsi di Giovanni Paolo II (Omelia, 22 marzo 2000)

«Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore». La gioia annunciata dall'angelo non è qualcosa che appartiene al passato. È una gioia di oggi, dell'oggi eterno della salvezza di Dio, che comprende tutti i tempi, passato, presente e futuro. All'alba del nuovo millennio siamo chiamati a comprendere più chiaramente che il tempo ha un senso perché l'Eterno è entrato nella storia e rimane con noi per sempre.

 

 

 

IV MISTERO DELLA GIOIA

Contempliamo Gesù viene presentato al tempio da Maria e Giuseppe

 

 

Dal Vangelo di Luca (2,33 - 35)

Il padre e la madre si stupivano delle cose che si dicevano su di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima».

 

 

Dall’Esortazione Apostolica Redemptoris Custos (n.13)

Nel primogenito era rappresentato il popolo dell'alleanza, riscattato dalla schiavitù per appartenere a Dio. Anche a questo riguardo Gesù, che è il vero «prezzo» del riscatto, non solo «compie» il rito dell'antico testamento, ma nello stesso tempo lo supera, non essendo egli un soggetto da riscattare, ma l'autore stesso del riscatto. [Egli è] la «salvezza preparata da Dio davanti a tutti i popoli» e «luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele».

 

 

 

V MISTERO DELLA GIOIA

Contempliamo il ritrovamento di Gesù nel tempio

 

 

Dal Vangelo di Luca (2,46.48 - 50)

Dopo tre giorni trovarono Gesù nel Tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. Sua madre disse: "Perchè ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo". Egli rispose: "Perchè mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?".

 

 

Dalla Lettera Apostolica Rosarium Virginis Mariae (n.20)

[Gesù dodicenne al tempio] appare nella sua divina sapienza, mentre ascolta e interroga, e sostanzialmente nella veste di colui che “insegna”. La rivelazione del suo mistero di Figlio tutto dedito alle cose del Padre è annuncio di quella radicalità evangelica che pone in crisi anche i legami più cari dell'uomo, di fronte alle esigenze assolute del Regno.

 

 

 

ORAZIONE

Preghiamo. O Dio, pastore e guida di tutti i credenti, che hai posto il tuo servo Giovanni Paolo II a presiedere la tua Chiesa, sostienilo con amore e fa’ che tutta la Chiesa sia in comunione con lui in quest’ora di dolore, di fede e di speranza. Per Cristo nostro Signore. Amen.