L'A.S.C.I. (Associazione Scautistica Cattolica Italiana) insieme all'associazione femminile A.G.I. (Associazione Guide Italiane) ha dato origine all'A.G.eS.C.I. nel 1974.
1916 - Nasce in Italia l'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (A.S.C.I.).
Insieme al CNGEI e la sola associazione italiana di scautismo che abbia avuto il riconoscimento internazionale del Boy-Scouts World Bureau , l'attuale W.O.S.M. , il 10 ottobre 1946 in seguito alla nascita della F.E.I. Federazione Esploratori Italiani.
La storia ci insegna che nascita e lo sviluppo di una organizzazione scout è sempre difficile e l'ASCI non si è sottratta a questo triste destino. La prima difficoltà consisteva in una fondamentale contrarietà in certi settori del movimento cattolico italiano contrari allo scautismo come tale, in quanto nato in un paese non cattolico, basato e diffuso attraverso un libro scritto da un non cattolico.
La rivista "Unità Cattolica" scriveva a pagina 25 del del Bollettino Ufficiale n° 4 del 15 aprile 1916 pag. 25:
"Niente esploratori cattolici! Abbiamo combattuto il metodo scautistico degli esploratori nazionali (il G.E.I. ndr) perché - occupandosi piacevolmente ad educare il corpo - distoglie i ragazzi dalle meditazioni cristiane, e non possiamo approvare questo metodo neanche se all'istruttore tecnico è aggregato un cappellano. Non è seminando di messe e di catechismo la via delle esercitazioni scautistiche, che farete una vera educazione cristiana della gioventù!" - ed ancora si prosegue con: "l promotori della nuova organizzazione degli esploratori cattolici si vantano nelle loro pubblicazioni e nei loro statuti di aver adottato uno scautismo più religioso, risalendo al genuino metodo inglese di Baden-Powell ! Peggio ! - quello è il vero scautismo massonico; perché è noto che il Generale Baden-Powell è protestante e massone".
In diversi ambienti cattolici non si vedeva l'opportunità dello scautismo, ma nonostante questo, si doveva prendere atto che lo scautismo cresceva e dilagava in tutto il mondo, paesi cattolici compresi. Questo convinse alcuni ad accettare lo scautismo per utilizzarlo secondo il pensiero cattolico. Fra le tesi contrastanti vi è l'ipotesi che il libretto inviato in Italia dal Cardinale Bourne, vero padre dello scautismo cattolico in Inghilterra, si servito a chiarire le idee di molti. Il libretto era approvato dallo stesso fondatore B.P. (Catholie Scout's Prayer Book).
Alcune iniziative sembravano preludere anche alla formazione di Reparti "cattolici" in seno al CNGEI e un accordo in questo senso intervenne fra l'Ammiraglio Conte Bettolo, Presidente del Corpo Nazionale e le rappresentanze degli Enti cattolici. Nacquero quindi alcuni Reparti GEI formati da esploratori esclusivamente cattolici a Roma, Siena e Fermo, ma poiché ciascuna delle parti contraenti vedeva nell'accordo l'aspetto che più le stava a cuore, ci furono molte incomprensioni ed attriti e l'accordo, che tendeva ad unire in una sola organizzazione scautistica nazionale tutti i giovani che intendevano essere educati secondo il metodo scout, naufragò in pochi mesi.
A seguito del fallimento delle trattative tra le parti, all'interno della Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane (F.A.S.C.I.) e nella Società della Gioventù Cattolica (S.G.C.), prese corpo l'idea di dare vita ad una associazione scautistica cattolica autonoma. Il conte Mario di Carpegna , presidente della F.A.S.C.I., fu inviato in Inghilterra a prendere contatto con il generale Baden-Powell e il cardinale Bourne, visitando alcuni Reparti scout inglesi per farsi un'idea di come era strutturato il movimento.
Il 16 e 17 gennaio 1916 a Roma, riferiva al Consiglio Centrale della Gioventù Cattolica l'esito del suo viaggio londinese, al termine del quale, furono gettate le basi per la nascita dell' Associazione Scautistica Cattolica Italiana (A.S.C.I.).
Era il 28 gennaio 1916. Primo Commissario Centrale, fu nominato lo stesso conte Mario di Carpegna e i primi Reparti immatricolati furono i Reparti di Roma nati all'interno del GEI. Successivamente, dopo alcune trattative tra le parti, confluirono nella nuova associazione i Reparti delle "Gioiose Liguri" della R.E.C.I. di Mario Mazza , che si era staccato nel 1911 dalla Sezione Genovese dell' associazione R.E.I. (Ragazzi Esploratori Italiani) fondata in Toscana nel 1910 da Sir Francis Vane of Hutton, ridando vita alla sua vecchia organizzazione "Juventus Juvat" , più tardi chiamata Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani (anche se non oltrepassò i confini della sua regione), utilizzando il metodo scout non conosciuto nella prima versione.
Mario Mazza, oltre a ricoprire l'incarico di Commissario Regionale ed in seguito d'ispettore per tutta l'Italia, ottenne che nella nuova associazione A.S.C.I. fosse adottato il secondo "emblema scout" della vecchia R.E.I., il giglio della Chiesa di S. Agostino in Genova, che era già in uso nel C.N.G.E.I. avendo il Colombo assorbito le ultime Sezioni della R.E.I., con la sola differenza del motto "Sii preparato" nel cartiglio posto sotto l'emblema, che per il C.N.G.E.I. era in italiano e nella nuova A.S.C.I. in latino (Estote parati).
Altra concessione strappata dal Mazza al Conte Mario di Carpegna, fu l'utilizzo dei distintivi delle vecchie Gioiose, le foglie di rosa, ma per i soli ufficiali istruttori liguri (ex R.E.C.I.) e ad esaurimento delle scorte.
Ormai la nuova associazione iniziava a prendere corpo anche se, va notato, che la difficile situazione italiana con la la guerra mondiale in corso, non facilitava il reclutamento dei giovani e il reperimento degli istruttori. La rivista della F.A.S.C.I. ospitò inizialmente una rubrica dedicata allo scautismo cattolico e solo nel febbraio 1917 nacque la rivista A.S.C.I "L' Esploratore", sostituita nel gennaio 1920 da "Lo Scout italiano", mentre di pari passo nacquero i primi manualetti tecnici.
La vita dell'ASCI procedette quindi punteggiata di iniziative sempre più interessanti che l'avvicinarono anche al resto dei mondo scout.
1917 - l'A.S.C.I. pone l'associazione sotto la protezione di "S. GIORGIO"
Nel 1917 l'A.S.C.I. pose l'associazione sotto la protezione di "S. GIORGIO", Cavaliere dei Santi, come già era avvenuto altrove.
1920 - Prima traduzione di "Scouting for Boys"
Nel 1920 il Conte Mario di Carpegna tradusse in italiano lo "Scouting for Boys", mettendo così il nostro paese in intimo contatto con l'opera fondamentale di Lord Baden-Powell.
Nello stesso anno una rappresentanza dell'A.S.C.I. fù presente al primo Jamboree Mondiale in Inghilterra ad Olympia Park (Londra).
1921 - I° Campo Nazionale esploratori
Nel 1921 l'A.S.C.I. fù impegnata nella realizzazione del suo I° Campo Nazionale esploratori in Val Fondillo al quale parteciparono 800 ragazzi provenienti da diverse regioni italiane.
Al secondo Jamboree Mondiale di Copenaghen (Danimarca), diversamente da quanto accaduto a Londra, venne raggiunto un accordo tra le associazioni scout A.S.C.I. e G.E.I. per formare un unico contingente scout italiano di uguale numero d'iscritti. La realizzazione di questo Reparto italiano, aprì la via ad una più intima collaborazione tra le due istituzioni.
1927 - scioglimento dei Reparti scouts.
Nel 1927, interrompendo la continua sequela di successi, le disposizioni ministeriali in materia di educazione della gioventù italiana, esigono lo scioglimento dei Reparti scouts.
Si sciolgono i Reparti del Corpo Nazionale G.E.I. ed anche le unità A.S.C.I. nelle località inferiori ai 20.000 abitanti, in base agli accordi governativi tra lo Stato italiano governato da Mussolini e la Chiesa. L'A.S.C.I. potè continuare ma l'art. 4 della Legge N. 5 del 3 gennaio 1927 impose agli scout l'utilizzo sui gagliardetti e le bandiere associative del distintivo dei fascio littorio e la scritta O.N.B. (Opera Nazionale Balilla). Era l'inizio della fine.
1928 - Il "periodo clandestino" e le "Aquile randagie"
La situazione divenne insostenibile e nel 1928 l'associazione venne completamente sciolta.
Iniziò così per L'A.S.C.I. il "periodo clandestino" nel quale varie forme di attività, mantennero ancora vivo lo spirito scout. In particolare furono molto attivi i gruppi lombardi delle "Aquile randagie" che operarono a rischio della propria vita in collaborazione con le formazioni partigiane, nell'espatrio clandestino in Svizzera di prigionieri alleati ed oppositori al regime.
1944 - la nascita della "Federazione Esploratori Italiani" F.E.I.
La liberazione vide il risorgere degli esploratori A.S.C.I. e la nascita dell'associazione delle guide cattoliche A.G.I.
Il 21 novembre 1944, nell'ufficio della Sottocommissione Alleata per l'Educazione di Roma, in presenza del prof. Guido De Ruggero, Ministro della Pubblica Istruzione, i Commissari Centrali dell'A.S.C.I. - Osvaldo Monass, Mario Mazza, Arturo Pittori - e i Commissari Centrali del C.N.G.E.I. - Luigi Pirotta, Riccardo Morandi, Adriano Corcos - firmano l'accordo per la nascita della "Federazione Esploratori Italiani" F.E.I. (ora F.I.S.).
1945 - nasce la "Federazione Italiana Guide ed Esploratrici " F.I.G.E.
Il 27 luglio 1945 il ramo femminile dell' U.N.G.E.I. e l'A.G.I., alla presenza di Lady Olave Soames B.P., firmarono negli stessi uffici romani, l'accordo per la nascita della "Federazione Italiana Guide ed Esploratrici" F.I.G.E. (ora F.I.S.).
Ormai il nuovo sentiero che porterà l'A.S.C.I. a sempre più nuovi prestigiosi traguardi nazionali ed internazionali er tracciato.
1974 - nasce l'A.G.eS.C.I.
Nel gennaio 1974 con la fusione tra A.S.C.I. ed A.G.I., nacque l'Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani A.G.eS.C.I. che porterà avanti nuovi ambiziosi obbiettivi educativi per lo sviluppo dello scautismo italiano fino ai giorni nostri.
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